
Ci avevano lasciato così, con Juliet mezza morta che cerca ostinatamente di detonare una bomba, nella speranza di azzerare la delirante sceneggiatura di cinque, lunghissime stagioni. Il piano era di Jack, e questo già basterebbe a garantirne il fallimento. Ci chiedevamo cosa sarebbe successo dopo la schermata bianca e ora che lo sappiamo… No, aspetta, non sappiamo una ramazza.
La puntata si apre a bordo del celebre volo Oceanic. Nonostante alcune turbolenze, tutto sembra andare per il meglio. C’è la coppia interraziale che amoreggia, Jack che si scola il decimo campioncino di Smirnoff, e un sacco di vecchie conoscenze ignare del fatto che, in qualche modo, o in qualche dimensione parallela, quel giorno sarebbero dovuti precipitare su un’isola complicatissima. Ce lo ricorda la regia, che si immerge nelle acque sulle quali sta volando l’815, inquadrando un simpatico squalo in CGI col logo della DHARMA e la statua del piedone con quattro dita. Saremmo portati a pensare che l’isola sia sommersa, ma da bravi fan di Lost, siamo anche abituati a prendere il nostro senso logico, pisciarci sopra e tirare l’acqua con nonchalance. Ah, sul volo ci sarebbe anche Desmond.

Sull’isola – quella asciutta – c’è Kate appesa a un ramo con l’improvviso desiderio di munirsi di un amplifon. Pian piano ritrova tutti i suoi amichetti, tra cui Sayid con un proiettile nell’addome, e constatano che, insieme all’esplosione, è finito il revival anni ‘70. “We’re back.” Sawyer è incazzato come un puma perché è tutto spettinato e Juliet è incastrata tra le macerie. “SON OF A BITCH YOU WERE WRONG!”, etc. La squadra fa una fatica boia per salvare Juliet ma lei, farfugliando “Sawyer, devo dirti una cosa importantissima!”, muore. RIP Juliet, regina indiscussa delle Faccia Basita.
Nel frattempo, Hugo incontra Jacob, che confessa candidamente di essere morto (Ben lo pugnalò e fece un barbecue dei suoi resti). Gli dice che, se vuole salvare Sayid, deve portarlo al tempio. E Juliet? Non la vogliamo salvare? Bravo, Jacob: due pesi, due misure, eh! Il tempio è una piramide a gradoni popolata da hippie armati, l’hostess che probabilmente ha smesso di radersi le ascelle, John Lennon, e uno che la sa lunga ma in giapponese. Questi simpaticoni sono lì lì per sparare ai nostri beniamini quando Hugo dice che li manda Jacob. Aggiunge che gli ha anche dato la custodia di una chitarra. “Oh, magari è autografata”, pensa il boss giapponese, e non li ammazza. Dentro la custodia c’è un simbolone egizio e un pezzo di carta. Dev’essere una specie di guest list, dato che, dopo aver detto i loro nomi, i Losties vengono fatti entrare nel tempio.
Poco lontano (ma chissà in quale dimensione temporale), troviamo Ben e “Locke” dentro la statua del piedone, ma quest’ultimo, in realtà, è un cadavere in una bara aperta sulla spiaggia. Quando gli uomini di Alpert entrano nel piedone cercando di far fuori “Locke”, costui si trasforma nel MOSTRO DI FUMO e li scaraventa qua e là con le sue proboscidi-tornado. Ben è confuso, noi spettatori incazzati – ma alzi la mano chi ancora sperava che lo scoreggione misterioso avesse una spiegazione plausibile.
Torniamo sull’aereo, dove Charlie è chiuso in bagno a farsi le pere. Quando aprono la porta, è in fin di vita e con un sacchetto di eroina in gola. Jack lo soccorre e sopravvive, ma gli viene comunicato che non potrà partecipare al Festival di Sanremo.

Quando l’aereo atterra a Los Angeles, vieni quasi da pensare che per i personaggi un giretto sull’isola sci-fi sarebbe stato più auspicabile rispetto alle loro vite di merda: Rose e Bernard creperanno di cancro, Sun dovrà convivere con un sicario analfabeta, Kate sarà sempre una fuggitiva, Locke un disabile, Boone uno sfigato, e i Driveshaft non saliranno mai sul palco dell’Ariston. All’aeroporto, Jack viene chiamato a uno sportello della Oceanic e apprende che c’è stato un piccolo contrattempo: la bara di suo padre non è atterrata. Anzi, non è proprio rintracciabile. Oceanic: peggio di Trenitalia.
Al tempio, gli hippie stanno cercando di far risuscitare Sayid battezzandolo nella fontana dell’eterna giovinezza. Per un po’ dà segni di vita (e vorrei ben vedere: lo stanno affogando) e poi muore nuovamente. HOLY FAIL! A un certo punto, Hugo comunica la notizia della morte di Jacob e gli hippie non la prendono proprio bene. C’è grande agitazione: c’è chi corre, chi lancia razzi, chi coltiva bonsai e chi risuscita. Ebbene sì, Sayid si risveglia ed ingenuamente chiede: “What happened!?” LEGGITI IL POST SAYID!
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