Madonna ft. Justin Timberlake, “4 Minutes”

Tic tac tic tac.
Se sentite un ticchettio persistente nelle vicinanze, può trattarsi solo di due cose:

a) Il coccodrillo di Peter Pan che ha ingoiato la sveglia;

b) Madonna.

L’opzione b è altamente più probabile ed è per questo che oggi ne parliamo. A quanto pare, la signora Ciccone è un po’ che fa tic tac a mo’ di bomba a orologeria. Tutto è iniziato con l’orrendo e sopravvalutato Confessions On A Dancefloor, in cui c’erano più campionamenti di orologi che melodie. Si ascolti “Hung Up” che, partendo da un fastidioso ticchettio, ci conduceva poi a un sample degli ABBA - dritti dritti al medioevo svedese. E le altre tracce non erano da meno: gli orologi facevano poi da leitmotiv un po’ in tutto il disco.
Chissa perché. Sarà l’orologio biologico, la vecchiaia? Sarà l’inesorabile decadenza botulimica? Sarà che aveva appena finito di leggere L’Horloge di Baudelaire e sentiva avvicinarsi il Tristo Mietitore? Chi lo sa. Quel che è certo è che Madonna ci ha veramente frantumato le palle con ’sti ticchetii, dato che è riuscita a infilarli anche nel nuovo singolo “4 Minutes”.

4 inutili minuti (ben peggio di quei “Solo 3 Minuti” dei Negramaro e di quel battistiano “Neanche Un Minuto Di Non Amore”) di pop spruzzato di rnb, ovviamente made in Timbaland.

Rieccolo, il nostro Bisteccone col dono dell’ubiquità, che già nell’intro si affretta a dirci “Non ho più tempo, ho solo 4 minuti”. E dopo dove dovrà andare? Alla sagra della bagna cauda di Vignale Monferrato? Poi, lascia spazio a Madonna e Justin, che iniziano il solito rituale d’accoppiamento pop con malizioso uso dei pronomi: “Se lo vuoi, è già qui per te [...] Se lo senti, dev’essere vero / Di’ quella parola e ti darò ciò che vuoi”… Ma insomma, per una volta, non potrebbero essere più espliciti? 15 anni fa Madonna si rotolava nel latex a suon di frustini e ora fa la maliziosa?

Ad ogni modo, i due sembrano aver raggiunto un accordo su cosa vogliono prima del ritornello. E hanno poco tempo per farlo. Presto, “Afferra un ragazzo /Afferra una ragazza / Abbiamo solo 4 minuti per salvare il mondo!”. Ellapeppa, questi due vogliono ripopolare il pianeta a suon di sveltine! Poi, arrivano le perle di saggezza: “La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”. E Justin risponde: “Ma se dovessi morire stanotte, potrei dire di aver fatto ciò che volevo / E tu?”.

Direi di lasciarci con questo interrogativo esistenziale posto da Justin. Se poi avete 4 minuti da buttare via, potete guardavi il video qui sotto. Tic tac tic tac.

Britney Spears, “Piece Of Me”

Britney, Britney, Britni. Che incorreggibile pasticciona. Ci eravamo ripromessi di non tirarla più in ballo perché è un po’ come sparare sulla Croce Rossa. E poi ci pensa già VH1 a svergognarla tutto il giorno con dettagliati reportage sulla sua chiacchieratissima passera. Eppure, rieccoci qui, perché “Piece Of Me”, ultimo singolo da Blackout, è un’occasione troppo ghiotta per affrontare un nuovo pop topos: Mannaggia ’sta Celebrità.

“Mannaggia ’sta celebrità” è quello che esclamano le celebrità quando sentono che la loro celebrità è ormai fuori controllo e sentono il bisogno di scrivere un pezzo in cui dicono al mondo quant’è dura essere una celebrità. L’ha fatto J.Lo con la nobile pratica della burinizzazione in “I’m Real” e “Jenny From The Block” per ricordarci che i soldi non l’hanno cambiata ed è sempre una ragazzaccia che bazzica nei quartieri malfamati; l’ha fatto Robbie Williams in “Come Undone” e una buona metà della sua tormentata discografia; l’ha fatto Alanis Morissette andandosene in India per poi tornare a lamentarsi più di prima; lo fanno di continuo tutti i rapper che pensano di aver perso credibilità una volta entrati nello showbiz; l’ha fatto Madonna in “American Life” e “Drowned World/Substitute For Love”; l’ha fatto Michael Jackson ma poi ha trovato un’altra valvola di sfogo… L’aveva già fatto anche la stessa Britney in “Lucky”.

Le etichette discografiche dovrebbero istituire un ufficio lamentele per supplire alle esigenze di tutte queste popstar. In questo modo, le celebrità ricche e famose non sentirebbero più il bisogno di sfogarsi con gli ascoltatori, che invece sono poveri e c’hanno da pagare il mutuo.

Lo sfogo di Britney che prendiamo in questione è un mirabile tentativo di comprimere in 3 minuti di electropop tutte le disgrazie che le sono capitate in 3 anni. O forse no: la tragedia inizia ben prima, come rivela la frase di apertura: “Sono Miss Sogno Americano da quando ho diciassette anni”. Ma l’idillio presto si trasforma in una pungente critica ai media: non importa se “Miss Pessimo Karma Mediatico” si ebisca sul palco o scappi alle Filippine, alla stampa ciò che interessa è mettere in copertina il suo derrière (l’uso di un eufemismo francese è un patetico tentativo di registro alto e prezioso). Forse è proprio quello il “pezzo di lei” che tutti vogliono… Dal fondoschiena si passa all’utero perché i figli so’ piezz’e core e non c’è “nulla di male nel lavorare ed essere mamma allo stesso tempo”. No, non c’è nulla di male, ma purtroppo, come lei stessa sottolinea, l’immagine più domestica che riesce ad evocare è “uno strip dal fruttivendolo”.

- Vuoi un pezzo di me?

- Ho fatto due etti e mezzo, lascio?

Tutto sommato, però, nessuno può non provare pietà per lei. E “Piece Of Me” funziona benissimo nell’intento. Nel suo caso, il grido “Mannaggia ’sta Celebrità” sembra quasi giustificabile leggendo le liriche: le cause legali, la bulimia, la droga, i paparazzi… Vi state commuovendo un pochino?

Male, perché la signorina non ha contribuito a NEANCHE UNA PAROLA del testo, scritto invece da Christian Karlsson, Pontus Winnberg e Klas Åhlund. Però, che pathos questi svedesi.

Ok ok, Britney è una popstar e in quanto tale non ha neanche finito le elementari, quindi non è giusto criticarla perché non ha scritto il testo di questo brano. L’importante è che l’abbia cantato! Non sentite con quanta passione dice “You want a piece of me?”. Ecco, no, la voce nel ritornello è di Robyn Carlsson.

Mariah Carey, “All I Want For Christmas Is You”; Wham, “Last Christmas”

Nell’introduzione al blog, abbiamo detto di occuparci della traduzione di pop contemporaneo da classifica. Eppure, c’è una ragione precisa che giustifica un post su due canzoni risalenti, rispettivamente, al 1994 e 1984. Un tempo, il cd singolo era un prodotto di consumo legato all’hic et nunc musicale: “scadeva” dopo qualche mese di permanenza negli scaffali dei negozi - e talvolta ricompariva a prezzo scontato secoli dopo. Di conseguenza, le classifiche non riflettevano le reali abitudini di ascolto in un determinato arco di tempo, bensì le decisioni di marketing dettate dalle case discografiche e/o stazioni radio in un dato momento. Per intenderci: in una classifica del 2000, per esempio, si trovavano singoli pubblicati nel 2000 o, al massimo, nel 1999 (salvo casi particolari di ristampe o artisti dalla tardiva fortuna). Oggi, iTunes e altre piattaforme di download legale hanno rivoluzionato lo scenario, fornendoci classifiche più accurate sugli effettivi acquisti degli ascoltatori. Ed ecco, quindi, comparire nelle top 10 canzoni di anche dieci o vent’anni fa.

Il periodo natalizio è particolarmente adatto per osservare questo trend - soprattutto in Regno Unito, dove imperversa l’ansia del Christmas Number One e per l’occasione si scongelano gli urletti della Carey (quarta nella classifica generale e prima in quella dei download) e le cheesy capigliature Wham (anche loro nella top 10 UK di questa settimana).

Quale migliore occasione, quindi, per occuparci di un Pop Topos tutto festivo: il PopPanettone. Dicesi PopPanettone una traccia ad uso e consumo limitati al mese di dicembre (anche se talvolta già da ottobre è possibile sentirle al supermercato) che soddisfi almeno uno dei seguenti parametri:

  • l’impegno umanitario V.I.P. (Band Aid, “Do They Know It’s Christmas?”);
  • la presenza di campane e campanellini;
  • l’atmosfera festiva da Christmas carols: la neve, le renne, i regali, il cotechino;
  • e, novità di quest’anno, valgono anche le cover eseguite in duetto con un cadavere (Eva Cassidy & Katie Melua, “What A Wonderful World”).

Iniziamo da “All I Want For Christmas Is You”. La Carey precisa subito i suoi desideri: se ne infischia altamente dei “regali sotto l’albero”, della “calza appesa al caminetto”, e confessa che non rimarrà certo sveglia ad aspettare l’arrivo delle renne. La sua unica richiesta è che Santa Claus le riporti il suo ciccino. Vuole che tu l’aspetti all’uscio, che la stringa forte e che passi il 25 con lei. In barba al “Natale con i tuoi”, Mariah se ne sbatte della tua messa di mezzanotte e del cenone con la nonna: ti vuole tutto per lei e ti aspetta sotto al vischio. Più che una letterina a Babbo Natale, sembra una minaccia di rapimento. E c’è da giurarci che chiunque, dopo averla sentita strillare in falsetto per tre minuti buoni, si arrende proclamandosi vittima di questa guerra di decibel.

Ci è parso inutile tradurre la canzone nella sua interezza. Perché mai darsi da fare a decifrare le banalità delle liriche quando Google ci fornisce questa FEDELISSIMA traduzione automatica:

Io non chiedo molto per questo Natale
Non mi auguro, anche per la neve
Sto solo andando a mantenere su di attesa
Sotto il vischio
Non voglio fare un elenco e inviarlo
Al Polo Nord per Saint Nick
Non mi sveglio di soggiorno, anche
Magic sentire quelle renne clic
“Causa voglio solo voi qui stasera
Azienda in modo serrato per me
Che cosa posso fare di più
Baby tutti voglio per Natale sei tu
Ooh bambino
Tutte le luci brillano
Così brillantemente ovunque
E il suono di bambini
Ilarità riempie l’aria
E tutti sono canto
Ho sentito suonare le campane quelli slitta
Santa non si mettono di me quello che mi ha realmente bisogno
Non vi preghiamo di portare il mio bambino a me …
[...]
Fai mio desiderio avverarsi
Tutto quello che voglio per Natale è…
Tu.

 

Le cose non vanno certo meglio per George Michael. Com’è ben noto, l’anno scorso ha donato il suo cuore, ma gli è andata male (un caso di malasanità al reparto di cardiochirurgia). Così, quest’anno si è ripromesso di tenere il suo cuore in serbo per “qualcuno di speciale”. Purtroppo, George è finito in una sorta di loop e tutti gli anni ci casca, poveretto. Tuttavia, è possibile trovare una giustificazione a quell’amore non corrisposto nel lontano 1984. Forse la signorina alla quale George offrì il suo cuore 23 anni fa aveva già capito tutto in tempi non sospetti. In era pre-arresto, pre-coming out e pre-”Outside”, la lungimirante donzella anni ‘80 già sapeva delle scappatelle dell’ex Wham…
Anche in questo caso, Google “Traduci questa pagina” ci dà grandi soddisfazioni:

Natale scorso, ho dato il mio cuore,
Ma il giorno successivo, Lei ha dato via

Quest’anno, per salvare mi da lacrime
I’ll darla a qualcuno di speciale

Una volta morsi e due volte timido
Mantenere il mio, ma la distanza è ancora cattura il mio occhio
Ditemi voi fare bambino mi riconosce?
Ebbene è stato un anno, non mi sorprende

(Buon Natale!) Mi avvolse e inviato
Con una nota dicendo “I Love You” Io non significava
Ora so che cos’è un cretino ho
Ma se hai baciato ora so ti ingannare ancora una volta.

 

That’s all folks, almeno per il 2007. Buone feste a tutti!

 

 

Nelly Furtado ft. Timbaland, “Promiscuous”

Un tempo, Nelly Furtado era un’artista pop che, con fare sbarazzino, mescolava diversi generi musicali e cantava spensierata di sentirsi “come un uccello”. Dopo la pubblicazione del suo semi-fallimentare secondo album, però, decise che non le sarebbe dispiaciuto diventare una multimilionaria. Come fare? Il buon vecchio Timbaland è sempre un ottimo consigliere in questi casi: basta trovare un ritornello facile facile ed apparire come una ragazza facile facile. Nacque così “Promiscuous”, compendio di lascive banalità in salsa hiphop rnb.

Innanzitutto, notiamo come il Pop Topos in questione (Rituali di Accoppiamento) si presenti in forma dialogica. Al contrario di Britney, che è solita parlare al telefono da sola, Nelly intrattiene una squisita conversazione a distanza con un ragazzo promiscuo in carne ed ossa (sì, ancora lui, è ovunque, ed il suo nome è la tag più usata di questo blog). Fin dall’inizio, i due non nascondono di avere pruriti da soddisfare e nessuno dei parlanti sembra offendersi quando viene chiamato/a “promiscuo/a”. L’esemplare femmina, però, sembra volersi godere il rituale del corteggiamento e talvolta finge di non comprendere le allusioni dell’esemplare maschio, le cui gonadi registrano una magnitudo 8 sulla scala Richter (pare che i bassi della traccia siano stati ottenuti campionando il suono di questo sisma pubico). Alla fine del pezzo, non ci è dato sapere se i due si incontreranno per consumare o, come 50 Cent, saranno costretti ad accontentarsi della tecnologia per simulare un rapporto.

Con notevole ritardo sulla pubblicazione del singolo, datato aprile 2006,
pubblichiamo un passaggio della nostra traduzione. Non sempre ci è stato possibile rimanere fedeli al testo di partenza, principalmente per problemi di lunghezza. Tuttavia, le rime e la metrica combaciano spesso con l’originale, così da potervi fornire un simpatico momento karaoke.
La strategia di traduzione è stata domesticating, ovvero si è cercato di tradurre gli elementi ipertestuali di origine americana in altrettanti riferimenti alla cultura italiana. Ed ecco, quindi, che il giocatore NBA Steve Nash si trasforma in Cannavaro e il protagonista criminale di The Thomas Crown Affair diventa il curioso corrispettivo di Fabrizio Corona…

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TIMBALAND: Signorina, come stai?
Tutto ciò che fai mi rende pazzo, sai?
Non far troppo caso a quel che dico
Mi mancan le parole quando faccio il fico

NELLY: Cerchi una ragazza che ti tratti bene
La cerchi in pieno giorno, tutto il dì

T: Forse sarai tu se mi comporto bene
Forse lo sapremo già stanotte, sì

N: E credi che sia una facile da conquistare
Guarda, se te la dò, poi mi devi rispettare

T: Posso provare, dammi una possibilità
non vedo anelli, non sei certo maritata

Mi interessi, non ti prendo in giro
quell’aria innocente mi dà il capogiro

N: Vuoi entrare nel mio mondo, ti ci perderai
Son stanca di correre, passeggiamo, dai

T: Ragazza promiscua
Ovunque tu sia
Son tutto solo
E sei tu ciò che voglio

N: Ragazzo promiscuo
Già tu lo sai
Che son tutta tua
Cosa aspetti, dai

T: Ragazza promiscua
Mi stai provocando
Sai ciò che voglio da te
E ce l’ho qui per te.

N: Ragazzo promiscuo
Andiamo al sodo
Cavalchiamo l’onda
Sei pronto?

N: Le rose son rosse
Alcuni diamanti blu
La cavalleria è morta
Ma passabile sei tu

T: Oibò! Non faccio che pensarti
Dimmi dove sei, come faccio a trovarti?

N: Son fuori dal mondo, vieni sul mio pianeta
Vieni al mio livello, raggiungerai la meta?

T: Mi chiamano Fabrizio
Corona di cognome
Riconosco il gioco
Mi arrendo, eccome

N: Sono grandicella, a me stessa so badare
Ma se mi sento sola forse tu mi puoi aiutare
E attento! Non si tratta di salute!

T:Ti voglio nella squadra
N: Come tutti gli altri

T: Possiamo farlo in sordina
Abbassa la guardia, oh mia bella tipina
Perché se ti va, ti porto nella mia cantina

N: Ehi, mica sono una sgualdrina!

T: (frica) Zero scazzo e cattiveria
N: (frica) Zero scazzo e cattiveria

T: Attendi! Vengo in pace
Ti vedrei bene con la mia tee su

N: Ti vedrei bene con niente su
Strusciati qui per tirarti su

T: Tiramisù?
N: Sai cosa intendo

T: Ciccia, sono strano, non dirmi certe cose

N: Cerco solo di entrar nella tua testa
Così da capir se mi terrai testa

T: Ci sto, va bene
Ho qui qualcosa che fa per te

N: Ma dici sul serio o sei cazzaro?
Sai giocare bene come Cannavaro?

T: Ragazza promiscua
Ovunque tu sia
Son tutto solo
E sei tu ciò che voglio

N: Ragazzo promiscuo
Già tu lo sai
Che son tutta tua
Cosa aspetti, dai

T: Ragazza promiscua
Mi stai provocando
Sai ciò che voglio da te
E ce l’ho qui per te.

N: Ragazzo promiscuo
Andiamo al sodo
Cavalchiamo l’onda
Sei pronto?

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Chico, “Curvy Cola Bottle Body”

A volte ci si lamenta del pop di casa nostra, tutto rime cuore-amore, serenate napoletane (sì, Gigi, mi riferisco a te), e una vasta gamma di déjà-entendu. Ebbene, sappiate che in altri paesi c’è chi sta peggio. Gli inglesi, per esempio, convivono aspramente da qualche settimana con il nuovo singolo di Chico, “Curvy Cola Bottle Body”.

Piccola introduzione su questo artista dall’agghiacciante pseudonimo. Trattasi di un giovanotto sui 30, dall’aspetto vagamente mediterraneo, che fece il suo debutto sulle scene 2 anni fa nel reality inglese X-Factor, una sorta di Amici/Operazione Trionfo. Nessuno, però, se la sentì di votarlo fino alla fine e non vinse. Nonostante la sconfitta, il nostro Chico non si perse d’animo e pubblicò l’apocalittica “What Time Is It? It’s Chico Time”, che divenne un must per tutte le feste di compleanno under 10 nel Regno Unito. Il fatto che il performer si facesse accompagnare da un corpo di ballerini in età prepuberile - i “Chikids” (brrr) - certamente aiutò la traccia a spopolare tra i chavs in erba.

A 2 anni di distanza, ecco che Chico misteriosamente trova qualcuno che creda ancora nelle sue potenzialità canore e incide un nuovo singolo. Anticipato da una colossale campagna di marketing su tutte le reti nazionali, il performer ci spiega in un promo-intervista le ragioni dietro “Curvy Cola Bottle Body”: “La taglia zero deve scomparire”.

Grazie, Chico, perché ci permetti di affrontare un pop topos di grande importanza, ovvero “Sei bello/a come sei”.

Tra le canzoni che meglio rappresentano questa categoria ricordiamo “Beautiful” di Christina Aguilera, “Ugly” delle Sugababes, “Unpretty” delle TLC e soprattutto “Brutta” di Alessandro Canino. Generalmente, i pezzi di questo filone sono accompagnati da video in cui compaiono svariati underdogs contemporanei. La premiata ditta Aguilera-La Chapelle fornisce un ottimo punto di riferimento per individuarli tutti: il punk con la cresta, il travestito triste, la cicciona con l’apparecchio, i gay coraggiosi, la bulimica e il suo water. Presumibilmente, lo scopo di questi video/canzone è quello di far riflettere il popolo di MTV sul valore dell’immagine. Qualcuno deve aver pensato che, spiattellando un bel campionario di sfigati metropolitani, il pubblico verrà colto da un’improvvisa epifania e tutti vivremo felici e contenti in un mondo in cui “conta solo la bellezza interiore”.

Ma vi è una sottocategoria del pop topos in questione che, se possibile, è ancora più allarmante: “Sei bello/a come sei, anche se sei ciccione/a”. Tengono alta la bandiera di pro-buzza le Destiny’s Child con “Bootylicious”, Mika con “Big Girl (You Are Beautiful)”, il sopraccitato Chico e l’indimenticabile Fabio Concato di “Rosalina” (vale veramente la pena ripassare il testo).

I video di questa categoria sono in genere un freak show danzereccio in cui le inquadrature non esitano a soffermarsi su generosi fondoschiena - talvolta è persino possibile intravvedere l’etichetta Parmacotto.

Il video di “Curvy Cola Bottle Body” (complimenti per le allitterazioni) è perfettamente in linea con queste aspettative ed è infatti stato finanziato da una gigantesca campagna anti-anoressia. Nelle liriche, piene zeppe di riferimenti ipertestuali, Chico sostiene che “la taglia zero deve scomparire, datemi Marilyn Monroe / un pizzico di J.Lo / Beyoncé ci sa fare / ma Shakira lo scuote di più”. Dategli, quindi, “un corpo tutto curve a forma di bottiglia di Coca Cola” perché “è un fatto / una volta che l’hai assaggiato / non si torna indietro”.

Propongo un incontro/scontro musicale Chico-Concato. E, dato che hanno gli stessi gusti, magari, dopo il duetto, possono anche dedicarsi a un puttantour oversize.

50 Cent ft. Justin Timberlake and Timbaland, “Ayo Technology”

50 Cent ha recentemente perso contro Kanye West sul campo di battaglia delle classifiche di vendita internazionali. L’artista di Chicago ha infatti stracciato il rivale aggiudicandosi la prima posizione sia in USA che in UK. E un po’ ce ne rammarichiamo, perché la “Stronger” di Kanye, costruita su un sample di tamarro-ma-pur-sempre-raffinato French touch, è decisamente meno sporcacciona di “Ayo Technology”. Il singolo apripista di 50 Cent è infatti un compendio di riferimenti sessuali più o meno espliciti nella miglior tradizione “sono gangsta e se ce l’hai me la devi dare”.

Ma andiamo con ordine.

Innanzitutto, notiamo come nel titolo l’autore giochi sul contrasto tra tecnologia e regionalismi sardi. Questo legame ossimorico ben si sposa con l’anima della canzone: cutting-edge nell’arrangiamento, burina nei contenuti.

La traccia inizia in modo epico tra suoni che non ci è dato capire se siano sintetizzatori o cori maschili. 50 Cent fa grandi promesse nell’intro: “Qualcosa di speciale / Indimenticabile / 50 Cent (Cent) / Justin (Tin) / Timbaland (Land) / Perdio!”. Dopo aver costruito tutte queste aspettative nell’ascoltatore anglofono ed essersi presentato - perché, ricordiamolo, il 90% di un testo hip pop è costituito dall’ostinata ripetizione del proprio nome - 50 Cent ci avverte subito del fatto che “Lei, lei ne vuole” e lui gliene darà. Sarebbe poco carino, deludere la “she” di turno, del resto. E Fifty è un noto gentiluomo.
Poi ecco che parte una sorta di “risposta” musicale a Kanye. Se l’autore di “Stronger” ha scelto di campionare il vocoder dei Daft Punk, ecco che 50 Cent e la produzione di Bisteccone Timbaland ribattono con un’ossessiva cacofonia 8-bit. Veniamo a sapere che la donzella in questione non è proprio una santarellina, e che, anzi, “ci sa fare con quel palo”, perbacco! Anche l’ospite d’onore, Justin, dal canto suo, sottolinea le prodezze di questa squinzia che ” E’ sempre pronta / Quando ne vuoi tu, ne vuole anche lei / Come una ninfomane”. Notare, subito dopo, la rima baciata di grande efficacia tra “nympho” e “info”: due lemmi di origine latina uno dietro l’altro in meno di un secondo! Fifty, “che vuol ch’io faccia del suo latinorum?”.
Poi veniamo informati che la signorina è anche ‘na cifra “new age” (ma non era una spogliarellista?), cosa che evidentemente attizza loro un sacco, perché decidono di attirare la sua attenzione con un bel “Ayò”, manco fossero due pastori di Porto Torres che chiamano a raccolta la pecorella smarrita.
“Sono stufo di usare la tecnologia / Perché non ti siedi su di me?”, dice l’ex ‘N Sync, che evidentemente finora si è limitato a riprenderla sul suo Motorola per poi mandare scabrosi mms a tutti i suoi amichetti della crew alla sagra del porceddu. Ayò!

Ma queste sono solo supposizioni. Infatti, quella che finora ci è parsa essere una canzone che esplora con attitudine crepettiana il tema della tecnologia nei rapporti interpersonali, potrebbe rivelarsi in realtà una coraggiosa dichiarazione di 50 Cent e Justin a proposito del loro disperato e continuo ricorso all’onanismo.
Il rapper ha infatti rivelato in un’intervista a Def Sounds che il titolo originale della traccia era “Ayo Pornography”. Quindi, se ricomponiamo mentalmente il ritornello della traccia cambiando la parola in questione, si aprono nuovi orizzonti interpretativi sulla solitaria vita sentimentale dei due musicisti. Peccato che a questa loro - inaspettata - fragilità si contrapponga un Kanye “Più forte / più veloce” e soprattutto “più duro”.

Britney Spears, “Gimme More”

Drin.
- “Chi è?”
- “it’s Britney, bitch”.

Be’, la classe non è mai stata il suo punto forte. Già dal suo debutto, Britney Spears dimostrava di saper usare quelle sue bracciotte rubate all’industria casearia della Lousiana per esibirsi in coreografie di dubbio gusto e per “scrivere” banalissimi testi che flirtavano con le fantasie dei più conservatori adolescenti repubblicani.
Ma dai tempi di in cui voleva solo “un’altra bottarella”, le cose sono cambiate, eccome. Se prima si limitava a fare qualche velata allusione qua e là, ora Britney è diventata un’aficionada del bollino “Parental Advisory” e, da quando ha dichiarato di sentirsi un po’ l’anticristo, i MOIGE di tutto il mondo la temono quanto il Marilyn Manson dei tempi d’oro. In effetti, era dalla pubblicazione “Antichrist Superstar” del ‘96 che la scena pop sentiva il bisogno di un po’ di blasfemia mainstream…

Ma torniamo a “Gimme More”, il singolo che anticipa il quinto album della cantante. Ne abbiamo avuto un’anticipazione agli ultimi MTV VMAs, in una performance che la stampa ha accolto come “la risposta americana a Loredana Lecciso”.

Intro. Suona l’ipotetico cellulare di un ipotetico bellimbusto: “Sono Britney, stronzo”, si affretta a precisare. E lo fa con quella stessa distorsione sulla voce di cui ha abusato anche in passato. Ma se una volta questi “inserti telefonici” erano quasi un espediente umoristico (v. “Oops! …I Did It Again”), ora servono a sottolineare che Britney è una perversa bootie caller. Infatti, a voler fare i pignoli, un’altra traduzione possibile è: “Sono Britney (in qualità di / ovvero la) zoccola”. Quest’alternativa non ci spaventa: ormai per ascoltare Britney bisogna avere un bel pelo sullo stomaco ed essere pronti a non stupirsi delle più morbose trasgressioni. Immaginiamocela, quindi, un po’ in disparte, nascosta, che spia il suo uomo: “Ti vedo”. Uh, Britney la guardona, chissà cosa vorrà fare… “Voglio solo ballare con te”. Tutto qui? E no, perché, in caso non lo sapeste, lei è la regina del club e quando balla con te “sembra che non ci sia nessun altro nella sala” e le sue mosse sono così oscene che “scattano i flash delle macchine fotografiche mentre facciamo zozze danze (nell’originale dice “dirty dancing”, NdT) / Continuano a guadarci / E sembra che tutt’intorno stiano dicendo…”
E siamo giunti al ritornello. Che cos’è un ritornello?
“Mus., frase musicale, spec. orecchiabile, ripetuta in una composizione a intervalli regolari. “
Evidentemente, Britney ha preso il De Mauro un po’ troppo alla lettera e ha deciso di ripetere “Gimme More” per più di 50 volte nel corso della traccia. Ma, del resto, nel club tutti sembrano volerne ancora, volerne sempre di più di queste zozze danze. La pruriginosa Britney non può certo tirarsi indietro, ora che è “al centro dell’attenzione” e perfino “in una folle posizione”. Dice: “Proprio non riesco a controllarmi, oh / Ne vogliono ancora? / Bene, gliene darò ancora, oh!”. E poi è tutto un taglia e cuci di campionamenti vocali, un ansimare continuo, un “uh, oh, oh, uh” dietro l’altro.

Uno dei pop-topoi per eccellenza (incontro nel club, il ballo scatenato come preludio sessuale, lo stupore dei presenti) è stato rispettato meticolosamente, ma mancava ancora un piccolo dettaglio nella struttura musicale: la presentazione dei fautori della traccia. E infatti, proprio quando aspettavamo che un fade-out ci salvasse, entra una voce maschile a presentarci “L’incredibile Lygo” (chi? Wikipedia non sa chi sia), “La leggendaria Miss Britney Spears” (questo lo sapevamo, ma grazie comunque) e “L’inarrestabile Danja“. E questo da dove sbuca fuori? Oh, è uno dei protégé di Timbaland. Com’è piccolo il mondo, eh?