
È scientificamente provato che l’uscita di un nuovo singolo di Rihanna nel 2009 potrebbe essere fatale al pianeta Terra. Secondo uno studio del CERN, l’onnipresenza della voce della cantante nelle onde radio del pianeta è la causa primaria dello scioglimento delle calotte polari, dell’estinzione di diverse specie marine e vegetali, e può provocare emorragie sottocutanee, gotta e stipsi cronica. È infatti dal 2006 che Rihanna si infila con prepotenza in qualsiasi canale mediatico, esponendo l’intero Sistema Solare alla sua voce meccanica, le sue pose robotiche e le sue gonne a forma di Torre di Babele. Non contenta, quest’anno ha deciso di pubblicare un altro singolo (il QUATTORDICESIMO in poco più di 2 anni) e c’è da temere che sia l’apripista di un nuovo, apocalittico album.
Il pop topos che ci suggeriscono Rihanna e il suo fidanzatino Chris Brown è particolarmente attuale: Recessione Me Te Magno. Questa coppia di avidi e sfacciati milionari ha pensato che fosse il momento buono per incidere un pezzo sul lusso sfrenato, le borse griffate e lo shopping compulsivo. Sia ben chiaro, le canzoni pop che parlano delle gioie della ricchezza sono sempre esistite: si pensi a “Diamonds Are A Girl’s Best Friend” e poi “Material Girl”, o a tutti quei rapper coperti di bling bling che sguazzano nello champagne in compagnia di wannabe troie ereditiere in bikini dorato… Persino quella poveraccia di Alexia si piegava al dio denaro in “Money Honey”! (Che vergogna citare Alexia, ma è per farvi capire la portata del topos in questione – presente a Miami come a La Spezia.) Ma i tempi sono cambiati, e in questo periodo di vacche magre una canzone come “Bad Girl” di Rihanna suona sfacciatamente inappropriata.
Le chiamano shopaholic
La mia dipendenza, la mia ricetta [medica]
Datemi scarpe e datemi borse
Quante ne volete, ne ho disperatamente bisogno
Insomma, Rihanna sostiene di non farlo apposta: ne ha bisogno. E il primo passo per combattere una dipendenza è ammettere di avere un problema:
Che ragazzina cattiva che sono (ho un problema)
Che ragazzina cattiva che sono (e tu devi risolverlo)
Cattiva cattiva cattiva cattiva cattiva
Che poi, quel “bad bad bad” così ossessivamente ripetuto nel pezzo, nella lingua nostrana assomiglia un po’ a un belato.
Nella strofa successiva, le cose peggiorano perché Rihanna, non contenta dei soldi che ha e avrà, fornisce anche un bell’esempio di product placement:
Non ho bisogno di occasioni o saldi
Voglio il meglio, mi vesto bene
Amo Cavalli inzuppato di Versace
Ciò che è chic non è economico e tutti lo sanno
Se ci scordiamo un attimo dei vestiti, Roberto Cavalli “pucciato” dentro Donatella Versace è l’immagine più disgustosa che la mente umana possa generare.
Ma sentiamo il parere del partner di Rihanna, che fa una comparsata nel brano per raccontarci cosa si prova ad avere una dolce metà shopaholic, quasi fosse un’intervista a Verissimo:
È una ragazzaccia, una vera shopaholic
Compra proprio tutto, non posso farci niente
È un negozio ambulante, sto parlando dei suoi vestiti
…Anche perché se la chiamavi “negozio ambulante” riferendoti alle sue forme, ti piantava una crisi isterica che manco t’immagini, caro Chris.
Insomma, Rihanna è immune alla recessione globale e conta di spendere e spandere indisturbata, burlandosi di chi ha perso il lavoro e dimenticandosi dei bimbi del Burundi che qualche mese fa voleva salvare dalla miseria.
Poniamoci, quindi, qualche domanda. Volete che Rihanna faccia ancora più soldi? Volete sentire Rihanna anche nel 2009 dopo quattordici singoli di fila? Volete ritrovarvi quest’abominio pop in classifica per i prossimi tre mesi? Volete che le calotte polari si sciolgano?
No, appunto. E allora boicottatela e non comprate “Bad Girl”.
Se proprio avete un disperato bisogno di questa canzone, scaricatela illegalmente.
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